H123 Corso HACCP

Gestione delle scadenze nella GDO: data di scadenza, TMC, rotazione FIFO e obblighi HACCP

Redazione 123 Corso HACCP · Aggiornato il

La gestione delle scadenze dei prodotti alimentari è uno dei pilastri dell'autocontrollo nella grande distribuzione organizzata: un prodotto scaduto sullo scaffale non è solo una violazione normativa, ma un potenziale rischio per la salute del consumatore, specialmente nel caso di prodotti con data di scadenza ("da consumare entro") il cui profilo di sicurezza microbiologica decade rapidamente dopo la data indicata. Un piano HACCP efficace nella GDO deve includere procedure chiare per la verifica delle date, la rotazione delle merci (sistema FIFO), la gestione dei prodotti prossimi alla scadenza e lo smaltimento di quelli scaduti, con relativa documentazione.

Data di scadenza e termine minimo di conservazione: differenze fondamentali

Il Reg. UE 1169/2011 distingue chiaramente tra due tipi di indicazioni temporali sugli alimenti. La data di scadenza, preceduta dalla dicitura "da consumare entro" (seguita dal giorno, mese e anno), indica il termine oltre il quale l'alimento non deve essere consumato per ragioni di sicurezza microbiologica. Viene usata per prodotti altamente deperibili: carni fresche, prodotti ittici, latticini freschi, piatti pronti refrigerati. Vendere o somministrare prodotti con data di scadenza superata è vietato e costituisce reato ai sensi della normativa vigente.

Il termine minimo di conservazione (TMC), preceduto dalla dicitura "da consumarsi preferibilmente entro" (la data o il mese/anno), indica invece il termine entro il quale il prodotto mantiene le sue caratteristiche di qualità ottimali: sapore, aroma, consistenza, valore nutritivo. Dopo questa data il prodotto può perdere in qualità ma non è necessariamente pericoloso per la salute se è stato conservato correttamente e non presenta segni di deterioramento. Il TMC viene usato per prodotti più stabili: pasta secca, riso, conserve, biscotti, farine, prodotti in scatola. La vendita di prodotti oltre il TMC è consentita a condizione che siano chiaramente segnalati come tali e che la loro qualità sia ancora accettabile.

Indicazione temporaleDicitura usataSignificatoVendita oltre la data
Data di scadenza"Da consumare entro" giorno/mese/annoLimite di sicurezza microbiologicaVietata: reato
Termine minimo di conservazione (TMC)"Da consumarsi preferibilmente entro" mese/anno o dataLimite di qualità ottimaleConsentita con adeguata segnalazione
Congelato/surgelatoIndicazione separata per i surgelatiValidità a -18 °CNon applicabile se correttamente congelato

Il sistema FIFO: cos'è e come applicarlo nella GDO

FIFO è l'acronimo di First In First Out (primo entrato, primo uscito): il principio di gestione delle scorte secondo cui i prodotti arrivati per primi (e quindi con scadenza più prossima) devono essere venduti per primi. Nella GDO, il FIFO si applica sia al magazzino che agli scaffali e ai banchi espositivi. Quando arriva un nuovo lotto di prodotto, questo non va semplicemente aggiunto davanti al prodotto già presente, ma va posizionato dietro, in modo che il cliente prenda prima quello con la scadenza più vicina.

L'applicazione del sistema FIFO è fondamentale non solo per ridurre gli sprechi, ma anche per prevenire la presenza di prodotti scaduti sugli scaffali. Se il rifornimento avviene sempre mettendo il prodotto nuovo davanti a quello vecchio (errore molto comune), si rischia che i prodotti in fondo allo scaffale rimangano fino alla scadenza senza essere venduti, spesso passando inosservati. Il FIFO deve essere parte della procedura operativa standard per i rifornieri e deve essere verificato regolarmente dai responsabili di reparto. Per informazioni sui corsi di formazione per il personale GDO consulta la sezione per mansione.

Il sistema FIFO si applica non solo agli scaffali ma anche alle celle frigorifere del magazzino: quando si riceve una nuova consegna, il prodotto nuovo deve andare in fondo alla cella (o nel ripiano superiore) e quello vecchio deve essere spostato davanti (o in basso) per essere prelevato prima. Le celle disorganizzate, dove il prodotto si accumula senza un ordine preciso, sono la causa principale della presenza di prodotti scaduti o prossimi alla scadenza.

Procedure di controllo delle date: frequenza e responsabilità

Il piano HACCP di un supermercato deve prevedere procedure specifiche per il controllo delle date di scadenza: chi le verifica, con quale frequenza, come si registrano i risultati, come si gestiscono i prodotti scaduti trovati. La pratica standard prevede un controllo giornaliero degli scaffali per i prodotti con data di scadenza breve (carni fresche, latticini, prodotti ittici, piatti pronti) e un controllo settimanale per i prodotti con scadenza più lunga. I reparti freschi richiedono controlli più frequenti: idealmente a inizio e fine giornata.

  • Controllo giornaliero: carni fresche, prodotti ittici, latticini freschi, piatti pronti refrigerati, prodotti da forno a breve scadenza
  • Controllo bi-settimanale: prodotti con scadenza entro 7 giorni, piatti pronti confezionati, salumi pre-affettati
  • Controllo settimanale: tutti i prodotti refrigerati, prodotti con scadenza entro 30 giorni
  • Controllo mensile: prodotti confezionati con lunga shelf life, conserve, secchi
  • Registrazione dei controlli: data del controllo, reparto/scaffale, eventuali prodotti rimossi, firma del responsabile

Gestione dei prodotti prossimi alla scadenza: opzioni e obblighi

I prodotti ancora in data ma prossimi alla scadenza rappresentano un tema gestionale complesso. Le opzioni più comuni sono: la riduzione del prezzo (con cartellino apposito che segnala la data di scadenza imminente), la donazione a organizzazioni benefiche prima della data di scadenza (possibile ai sensi della Legge 166/2016, la legge anti-spreco), il trasferimento ad altri punti vendita con maggiore rotazione, o lo scarto preventivo quando la scadenza è così vicina da rendere difficile la vendita in tempo utile.

Qualunque opzione venga scelta, deve essere coerente con il piano HACCP e documentata. I prodotti in promozione per scadenza imminente devono essere chiaramente identificati e la data di scadenza deve essere leggibile e ben visibile per il consumatore. La donazione a enti caritativi deve rispettare la catena del freddo durante il trasporto e avvenire con un anticipo sufficiente rispetto alla data di scadenza da permettere il consumo prima della stessa. Per un approfondimento sui percorsi formativi per i responsabili GDO consulta la pagina prezzi.

Documentazione delle non conformità: il registro degli scarti

Ogni prodotto rimosso dagli scaffali perché scaduto o per altri motivi di non conformità (confezione danneggiata, prodotto alterato, temperatura fuori limite) deve essere registrato nel registro delle non conformità del piano HACCP. Questo registro deve riportare: data di rilevazione, prodotto e lotto (quando disponibile), quantità ritirata, motivo del ritiro e destinazione finale del prodotto (scarto, restituzione al fornitore, cessione a fini caritativi). Questa documentazione serve sia per l'autocontrollo interno che per dimostrare all'autorità sanitaria che il sistema di controllo funziona correttamente.

La presenza di prodotti con data di scadenza superata sugli scaffali durante un'ispezione dell'Autorità Sanitaria Locale è una non conformità grave che può portare a sanzioni amministrative e, in caso di reiterazione, alla sospensione dell'attività. La verifica sistematica e documentata delle date è la misura preventiva più efficace e dimostra all'ispettore che il piano HACCP viene applicato nella pratica quotidiana.

Domande frequenti

È possibile vendere prodotti oltre il termine minimo di conservazione (TMC)?

Sì: il TMC ("da consumarsi preferibilmente entro") è un indicatore di qualità, non di sicurezza. I prodotti oltre il TMC possono essere venduti se ancora integri e idonei al consumo, purché siano chiaramente segnalati come tali al consumatore. Al contrario, i prodotti con data di scadenza ("da consumare entro") superata non possono essere venduti né somministrati.

Con quale frequenza bisogna controllare le date di scadenza sugli scaffali?

La frequenza dipende dalla tipologia di prodotto. Per i prodotti con scadenza breve (carni fresche, latticini, piatti pronti) il controllo deve essere almeno giornaliero. Per i prodotti confezionati con lunga shelf life è sufficiente un controllo settimanale o mensile. I risultati dei controlli devono essere registrati nel piano HACCP.

Cosa si rischia se l'ispettore trova un prodotto scaduto sullo scaffale?

La presenza di prodotti con data di scadenza superata sugli scaffali costituisce una violazione normativa sanzionabile con sanzioni amministrative. In caso di reiterazione o di quantità significative, le sanzioni possono essere più gravi. Documentare le procedure di controllo e i loro risultati è fondamentale per dimostrare che il sistema di autocontrollo funziona.

Come funziona la donazione dei prodotti prossimi alla scadenza?

La Legge 166/2016 (legge anti-spreco) consente la cessione gratuita di prodotti alimentari in corso di validità a organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) e altri enti benefici. La donazione deve avvenire prima della data di scadenza, rispettando la catena del freddo per i prodotti deperibili, e deve essere documentata con registrazione della data, del tipo di prodotto, della quantità e del destinatario.

Continua a leggere

Pronto a ottenere il tuo attestato HACCP?

Iscriviti online: attestato disponibile in 24–48h dal completamento del corso.

Iscriviti ora — da €29